avvistamenti

Alcuni recenti spedizioni archeologiche hanno portato alla luce una caverna, dove sono stati ritrovati tredici teschi umani, tutti fracassati. Vicino a questi c’erano un grosso cumulo di ceneri fossilizzate. Secondo le analisi, quelle ceneri sono i resti dei tredici uomini. Sulle pareti della caverna,inoltre, è dipinta una figura umana con le braccia alzate in un gesto minaccioso, lo sguardo fisso e malvagio. Dentro la bocca spalancata è raffigurato il corpo di un altro essere umano. Si pensa che i teschi sfondati e i corpi bruciati indicano il metodo di eliminazione di aluni zombie. Inoltre si è trovata una traccia fiscia di solanum fossolizzato.

3000 a.C. Ieracompoli, Egitto

Nel 1892, uno scavo britannico rinvenne una tomba. Il corpo fu trovato fuori dalla cripta aperta, rannicchiato in un angolo e solo parzialmente decomposto. Tutte le superfici interne della tomba erano segnate da migliaia di graffi, come se il cadavere avesse tentato di aprirsi un varco con le unghie. Dalle analisi risultava che i graffi erano stati provocati nel’arco di molti anni. Il cadavere stesso presentava numerosi segni di morsi. Le impronte lasciate dai denti corrisondevano a quelle di un essere umano. Anche in questo caso, e’ stata ritrovata una traccia fisica di Solanum.

329 a.C. Afganistan

Durante la guerra di occupazione dell’Afganistan, le forze speciali sovietiche scoprirono gli antichi resti di quella che si ritiene una caserma dell’esercito ellenico. Tra gli oggetti rinvenuti c’era un piccolo vaso di bronzo. Le figure intarsiate mostrano: 1 un uomo morde un altro uomo. 2 la vittima giace sul letto di morte. 3 la vittima si riala per poi mordere a sua volta un altro uomo. Questo vaso potrebbe essere una prova di un attacco zombie.

30 d.C, Gerusalemme

Secondo le testimonianze dei vangeli, un uomo di nome Gesù, il terzo giorno dalla sua morte in croce, risorse lasciando il sepolcro vuoto e apparendo inizialmente ad alcune discepole. Secondo un parere “scientifico”, questa testimonianza può essere un chiaro esempio di ressurezione di uomo trasformato in zombie. Ovviamente, però, in nessun testo si parla di un Gesù ritornato in vita, che iniziò a mordere e uccidere le persone!

700 d.C, Frisia (nord dell’Olanda)

La testimonianza di questo episodio ci giunge sotto forma di dipinto recentemente scoperto vicino ad Amsterdam. Nel quadro si vede un gruppo di cavalieri in armatura alle prese con una piccola schiera di uomini dalla pelle grigiastra, il corpo coperto da frecce e altre ferite, la bocca grondante sangue. Nel centro del dipinto, dove le due forze si scontravano, i cavalieri usano le spade per decapitare i nemici. Nell’angolo in basso a destra si vedono tre zombie chinati sul corpo di un cadavere caduto.

1073 d.C Gerusalemme

La storia del dottor Ibrahim Obeidallah, uno dei piu’ importanti pioneri nel campo della fisiologia degli zombie, esemplifica i grandi passi avanti e nello stesso momento i tragici passi indietro della scienza nel suo tentativo di studiare i non-morti. Cause sconosciute provocarono l’attacco di quindici zombie a Jaffa, citta’ sulle coste della Palestina. La milizia locale, sbaraglio’ efficacemente la minaccia con perdite minime. Obeidallah convinse l’esercito a permettergl di studiare una donna morente. Così il medico porto’ il corpo nella prigione nella citta’. Qui, in una cella, osservò la vittima fino al decesso, e continuo’ a studiarla da morta durante la rianimazione. Effettuò poi numerosi esperimenti sullo zombie in cattivita’, scoprendo che tutte le funzioni corporee necessarie a sostenere la vita erano cessate. Le ricerche di Obeidallah documentarono tutta la fisiologia dei morti viventi e anche dei loro comportamenti. La sua opera, in seguito, fu copiata e pubblicata, ottenendo un modesto successo. Se ne conserva oggi una copia negli Archivi nazionali a Tel Aviv.

1281 d.C Cina

Nel suo diario di viaggio l’esploratoe veneziano Marco Polo racconta che, durante la visita al palazzo estivo dell-imperatore a Xanadu, Kublai Khan gli mostro’ una testa di Zombie mozzata e conservata in un recipiente riempito con un liquido alcolico trasparente. Polo scrive che la testa era cosciente della loro presenza, e che li guardava con gli occhi quasi putrefatti. Nessuno conosce il destino di questa reliquia. Quando Marco Polo torno’ dall’Oriente, la sua storia fu soppressa dalla Chiesa cattolica. Secondo una ipotesi la testa potrebbe appartenere a uno dei soggetti inizialmenti studiati da Ibrahim Obeidallah.

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